Il Gruppo Aeper

Cooperativa Sociale Aeper
Associazione Aeper
Cooperativa Il Varco
Comunità Nazareth
La Peta


Presentazione

IL CONTESTO STORICO
Le prime radici dell'Aeper trovano vita alla fine degli anni sessanta. Anni di grossi fermenti. In campo ecclesiale il Concilio Vaticano II, voluto da Papa Giovanni XXIII, ha la forza di un vulcano. Il punto di riferimento è ancora il Concilio di Trento (1500). C'è un bisogno grande di aria fresca. Questo evento è un vento forte e fecondo. Per noi giovani è tempo di entusiasmo e di fermento. Il tutto amplificato dal '68 che dà risalto ai grossi conflitti sociali che esplodono con gli studenti e gli operai, partendo dalla Francia e coinvolgendo l'Europa. Alcuni di noi si trovano in questo contesto e vivono esperienze incisive e significative seguendo la storia prima a Telgate (1967-1973) poi a Torre Boldone (1973-1975) legate al ministero di un giovane prete, don Emilio Brozzoni.
L'entusiasmo, il coraggio, la formazione, l'esperienza plasmano numerosi giovani e coppie che credono in un cambiamento possibile. Coraggiose sperimentazioni e innovazioni ben curate danno origine a un forte legame che continuerà nel tempo.

LA STRADA
I grossi fermenti del Concilio Vaticano II e del '68 generano entusiasmo e novità nelle giovani generazioni, ma anche paure e resistenze in chi determina, indisturbato, qualsiasi scelta e comportamento della gente. L'iniziale sbandamento di chi ha in mano tutto fa posto ben presto a una vera e propria 'epurazione'. Chi dà fastidio viene senza scrupoli allontanato. Dalla scuola, dall'oratorio, dal sindacato, dalla parrocchia, dal partito, dalla fabbrica… In forma sommessa, senza rumori. Soprattutto il giovane, la persona impegnata.Così ti ritrovi tagliato fuori, non più credibile, emarginato dal tuo stesso ambiente. Senza più identità. Senza riferimenti. Per tanti il riferimento comune diventa la strada. Situazione ad alto rischio. Pochi ricordano che i fenomeni droga, fuga da casa, nomadismo giovanile, viaggi in oriente, grandi raduni musicali… sono espressione di questi primi anni '70. Il rischio si fa sempre più palpabile. È in questa situazione che alcuni di noi, invece di lasciarsi trascinare da un fin troppo facile scoraggiamento, aprono gli occhi su questa nuova realtà. Non sappiamo che cosa sia possibile fare. Partiamo da zero. In pochi. Sulla strada. Iniziamo a conoscere persone, situazioni, storie. Cerchiamo di collegare piccoli gruppi senza riferimento, di indicare piccole proposte e, soprattutto, di tenerci insieme. Passaggio, questo, determinante per la futura storia dell'Aeper. Non a caso la "strada" sarà un simbolo forte per tutti noi. Anni dopo il gruppo 'La Strada' riprenderà spesso il tema degli ultimi sulla strada.

IL GRUPPO DI BASE LA "BAITA"
La strada è vivace e ricca, ma anche senza volto, anonima, sì, senza nome. Il desiderio di darci un volto, un nome è istintivo e pressante. È il tempo dei "gruppi di base". Ci sentiamo sotto terra, neanche sulla superficie. Detto fatto. Ci chiameremo Gruppo di base "La baita". La baita è un rustico costruito a Costa Serina dal papà di don Emilio alla fine degli anni '40 come laboratorio del legno. Diventa il punto di riferimento per il gruppo formato da persone provenienti dalle esperienze più diverse. Luogo di incontro, di socializzazione, di formazione e di lavoro. Significativi, in questo periodo di diaspora, l'incontro con persone molto belle. In primo luogo Sandro Teanini, che ci introduce nel mondo del disagio. Le nostre paure piano piano si sciolgono. Soprattutto Vincenzo Bonandrini, straordinaria personalità, fine conoscitore dell'animo umano, dei fenomeni sociali, anticipatore instancabile di intuizioni da osare, scommettere e sperimentare, quali segni di speranza e fiducia in una società più umana. Per la ricerca di spiritualità e di fede p. Turoldo e p. Vivarelli non ci abbandonano mai e si accalorano spesso con noi a osare l'insperato. Le idealità e le buone intenzioni devono tradursi in gesti e fatti. In una delle eucaristie sotterranee ci diciamo che è tempo di guardarci attorno invece che piangerci addosso e di vedere quante persone stanno più male di noi. Nasce da qui l'intuizione di iniziare (1977) un'avventura che tutt'ora ci accompagna: i CSE (Centri Sperimentali Estivi). Alla baita, d'estate, gruppi per età vivono 2-3 settimane a tempo pieno accogliendo situazioni di handicap, disagio, emarginazione. Le scoperte che ci arricchiscono lasceranno un segno forte a caratterizzare le future scelte del Gruppo Aeper.

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